Non fa notizia ma fa gioia, veramente gioia!

Quando un prete "getta la spugna" è sempre un gran problema.

Le voci cominciano a serpeggiare con largo anticipo, le comunità parrocchiali si spaccano tra i "pro" e i "contro", le cancellerie delle Curie cominciano a redigere Decreti.

Oggi passeggiando per la città vengo salutato da un prete che mi dice: "TI ricordi di me"? Rimango in imbarazzo perché lì per lì non me lo ricordo proprio chi sia. Brevemente si presenta e, in un batter d'occhio, capisco immediatamente chi fosse.

Da giovane prete, aveva lasciato il Ministero. Ed ora lo vedo con tanto di clergyman... i conti non tornano!

Ed invece tornano benissimo perché Dio sa scrivere dritto anche sulle righe storte.

MI racconta che dopo il travaglio dell'abbandono, arriva a capire che forse si trattava solo di un abbaglio. Chiede di vivere un'esperienza forte, per diversi anni, e poi senza sperarci troppo chiede di poter rientrare.  Il suo vescovo lo accoglie di nuovo a braccia aperte e lo reinserisce nel suo presbiterio.

Ora, oltre ad essere prete, fa di nuovo il prete e la cosa non poteva non emozionarmi!

Un ritorno umile, meditato, autentico. Questa volta però non ci sono voci, fazioni, giornali. Deo gratias!

È vero che ci sono defezioni e vescovi che mai riprenderebbero un ex-prete ma è anche vero che ci sono dei "ritorni" e dei vescovi paterni.

Ora possiamo gioire perché questo nostro fratello è tornato a casa!

 

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