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Appuntamenti

Martedi 28 Febbraio, alle ore 10.45 visita

agli scavi archeologici del Laterano. Alle 13,

per chi lo desidera si può pranzare insieme.

Iscrizione obbligatoria entro il 24 Febbraio, costo 

visita con guida: € 15.

Per info ed iscrizioni: d. Marco Vitale

 

Giovedi 23 Febbraio, ore 10.30

Udienza del Santo Padre riservata

al clero romano. Sarà possibile

parcheggiare in Piazza San Pietro.

 

Necrologi

Anche i momenti di dolore possono essere vissuti in comunione. Chiunque sapesse della morte di un sacerdote di Roma o di un suo familiare è pregato di darne comunicazione a vicariatodiroma.faci@gmail.com 

Grazie!

 

 

GIovedi 16 Febbraio è deceduta 

la Sig.ra Ivana

mamma di d. Renzo Chiesa.

Le esequie saranno celebrate 

venerdi 17 Febbraio alle ore 11

presso la Parrocchia S. Lino in Roma.

Si chiede una S. Messa in suffragio.

 

E' deceduto S. E. Mons. FIlippo Giannini,

vescovo già Ausiliare di Roma, all'età di 88 anni.

Le esequie saranno celebrate Lunedi 13 Febbraio 

alle ore 15 nella Basilica Papale di San Giovanni in Laterano.

Si chiede di celebrare una S. Messa in suffragio.

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ULTIMO AGGIORNAMENTO

21/02/2012

Sito online dal

26/04/2010

LETTERA AI SACERDOTI DI COSENZA – BISIGNANO DAI GIOVANI DELLA DIOCESI

Questa lettera è stata letta in occasione dell’anno sacerdotale da un giovane nel corso del ritiro del clero

Ciao Don,
mi presento, sono un giovane. Un giovane qualunque. Un giovane che vive nel mondo di cui anche tu devi sentirti
responsabili.
La società in cui viviamo ci offre tante occasioni, pone dinanzi a noi tante strade e, costantemente, ci induce in
tentazioni, alle quali, in assenza di solidi appigli, è facile – quasi naturale – cedere.
Noi giovani, oggi, viviamo in un grande caos, dove si fa davvero fatica ad orientarsi, a saper cogliere cosa è
veramente giusto ed importante; un tempo dove tutto è relativo,dove non c’è attenzione alla persona, dove si
parla tanto ma non si ascolta, dove la cultura del “mordi e fuggi” e delle esperienze appaganti per riempire vuoti,
a volte incolmabili, sembrano sempre più prendere piede.
Da troppo tempo stiamo percorrendo la strada “in discesa”, dello “sballo” facile, dei vizi insistenti e radicati, dal
presente confuso ed il futuro incerto (che, purtroppo, a causa della assenza di opportunità lavorative ci obbliga ad
abbandonare la nostra terra in cerca di “qualcosa di meglio” oppure ad accontentarci, in silenzio, di ciò che ci
viene concesso); viviamo contesti sterili (che non ci vedono quali veri protagonisti), rinchiudiamo la nostra
spiritualità in bottiglie d’alcool, dissolviamo i nostri talenti nel “fumo”, ricerchiamo un momento di effimera
felicità nelle droghe e l’amore lo conosciamo solo attraverso il volto della mera sessualità.
Ma in profondità, lontano dalle apparenze e dai luoghi comuni, noi giovani nutriamo, comunque, sogni, speranze,
voglia di vivere, progetti, intuizioni; per questo motivo ci poniamo in antitesi con il mondo intero, con i poteri e le
gerarchie, con gli adulti che non credono nelle nostre capacità.
A dispetto, però, dei giudizi negativi con i quali ci etichettate, dentro ognuno di noi c’è un seme, un seme potente:
DIO VIVE E LAVORA DENTRO DI NOI, PER LA NOSTRA CRESCITA.
Giorno dopo giorno cresce silenziosamente e con forza inesauribile, e da piccolo seme diviene grande albero;
come ogni seme, anche questo necessita delle cure costanti ed amorevoli di un contadino, che possa sostenerlo
ed incoraggiarlo affinché sia libero di crescere forte e rigoglioso e diventare ciò che è chiamato ad essere.
Chi ti parla è un giovane speranzoso, che ti chiede aiuto e, allo stesso tempo, vuole darti una mano a capire questi
“giovani” che a volte si ha troppa “paura” d’incontrare.
Il Signore Ti ha chiamato proprio per arrivare dove altri non arrivano, per vedere ciò che altri non vedono, per
portare speranza laddove gli altri vedono solo disperazione.
Sono consapevole che le nostre “distanze” sono dovute, soprattutto, alla profonda diversità di linguaggi e
modalità di dialogo che, purtroppo, portano “a non capirci”.
Per quanto posso ricordare, dalle esperienze vissute al Catechismo, Gesù ha riconosciuto proprio nella diversità
uno stimolo d’incontro, di quell’incontro intriso di esperienzialità ed accoglienza.
Nel Vangelo di Giovanni (Gv 1, 35-39) “i due discepoli” hanno avuto la fortuna di incontrare Cristo grazie allo
stesso evangelista che lo ha loro semplicemente indicato. Sono certo che, se anche tu me Lo indicassi allo stesso
modo, Lui mi riserverebbe la stessa accoglienza ed, anzi, camminerebbe al mio fianco conversando e lasciandosi
riconoscere come fece ai discepoli lungo la via di Emmaus (Lc 24, 13-17).
Probabilmente non è nell’immaginario comune valorizzare l’incontro personale con i giovani bisognosi di un
confronto autentico. In questo mondo fatto di sole “parole” non sai quanto sia importante l’ascolto! È un dono
grande che voi sacerdoti avete, perché non sfruttarlo?
L’ascolto è la prima tappa dell’accoglienza nonché uno di quei momenti scomparsi dalla vita delle persone: perché
non rispolverare questi stili di vita? Sono tanti i ragazzi desiderosi d’ascolto ma che, allo stesso tempo, non si
avvicinano ai sacerdoti per paura di essere additati.
Caro Don, ASCOLTA! Non con le orecchie per poi agire con la parola, ma col cuore, perché il solo ad agire possa
essere l’Amore di Gesù Cristo!
Suscita delle domande “alte” nei giovani che ascolti, ma non dar loro delle chiavi di lettura personalistiche
…perché “un obiettivo che l’opera educativa deve darsi non è quello di aiutare a costruire risposte, ma di porre
domande giuste” (cfr. Mons. S. Nunnari, “Scelta e condivisione”, Rubettino). Se riuscirai ad indicarci la novità di
Cristo – Via, Verità e Vita – sarà questa stessa novità “motivo di stupore” (come commenta Ignazio di Antiochia ne
Agli Efesini), lo stesso stupore che proverai se, abbandonando gli stereotipi ed i pregiudizi, IMPARERAI A
CONOSCERCI VERAMENTE.
Caro sacerdote, hai davanti agli occhi tante perle preziose, una volta scoperta una perla dagli il valore che merita!
Rendici protagonisti, dacci l’occasione di meritarci la tua fiducia!
Non ricordarti di noi solo in quei momenti nei quali sono necessari spettatori, “elementi coreografici” oppure
mera “manovalanza”, ma dacci la possibilità di portare una “voce giovane” nei lavori di organi consultivi come il
C.P.P. ed il C.A.E.P. perché anche noi abbiamo qualcosa da dire, da proporre, da condividere.
Proponi ai giovani del territorio in cui operi l’accompagnamento spirituale, fa conoscere loro la bellezza
dell’annuncio di Cristo, il grande dono che è la vita! Queste domeniche di avvento mi suggeriscono di dirti
“prepara la via al Signore” nel cuore dei giovani desiderosi di certezze e verità come in quello dei ragazzi che
stanno lontani dal contesto parrocchiale.
Ciò che, oggi, voglio chiederti è di non pensare a me ed ai miei coetanei come ad “una causa persa”!
Lo so che a parole è facile, ma non scoraggiarti di fronte a tante difficoltà…Se ci pensi ci prepariamo a celebrare il
Natale di Gesù. Lui, Dio, non si è vergognato né di me, né di te, né di nessun altro. Non si è preoccupato di
sporcarsi le mani, ma è nato in una stalla, dove la sporcizia degli animali e la precarietà della costruzione non
hanno bisogno di commenti; ma proprio da lì, da quella stalla, dalle fessure delle tavole del fabbricato, Lui ha
illuminato il mondo. Il sole che sorge, nasce da una stalla! Quel sole può nascere in ogni stalla!
Allora caro don, metti da parte le difficoltà e insieme forse arriveremo lontano!
E se i tuoi impegni pastorali non ti permettono di dedicare molto tempo alle realtà giovanili, orienta il giovane in
ricerca verso quelle persone a servizio della crescita spirituale. Sono attive in Diocesi, infatti, tante associazioni
giovanili; vi è la presenza di religiosi e religiose il cui carisma è l’accoglienza e l’ascolto dei giovani; la stessa
pastorale giovanile ed il centro diocesano vocazioni sono sempre alla ricerca di stimoli nuovi affinché l’annuncio
cristiano possa raggiungere gli angoli più remoti e “difficili” della nostra Chiesa.
Colgo l’occasione, infine, per ringraziare tutti i sacerdoti che ogni giorno scommettono sui giovani, sanno parlare
al loro cuore ma, soprattutto, sanno ascoltarli senza giudicarli e, mettendosi al loro fianco, si fanno compagni di
strada nel loro cammino di crescita spirituale e personale.
In attesa di incontrarti nei miei “luoghi”, tra i miei amici, lungo la mia strada ti auguro un Felice Natale.
Da parte mia, posso garantirti che, quando “passerai da qui”, pur di incontrarti, sarò pronto – come Zaccheo – a
salire sul sicomoro!!!
Un giovane qualunque