Testimonianza di P. Carmelo Vitrugno, Cappellano dell'Ospedale Sandro Pertini in Roma

Un abbraccio a tutti. Piano piano stavo imparando a fare qualche operazione in più con il computer. Prima dell’estate ho dovuto farlo resettare e riavviare. Si dice così? Resta il fatto che non ho usato più questo “ benedetto strumento”. In Settembre ne ho ripreso l’uso ma … mi sono accorto di aver dimenticato tutto.  Ho finito da poco di preparare il quadrifoglio per il mese di Novembre e mi sono posto il problema di fartelo avere. In Publisher, naturalmente!!! Molti di voi non potranno aprirlo e me ne dispiaccio. Imparerò subito di nuovo come trasformarlo e lo invierò nuovamente. Promesso!!! Intanto ti sintetizzo quello che è accaduto al Pertini dopo il periodo estivo. 1. Il mese di settembre è stato vissuto all’insegna del silenzio, dell’ascolto, della verifica personale e pastorale, del dialogo con la famiglia Aziendale e ospedaliera, alla ricerca di nuove idee per preparare la programmazione pastorale del nuovo anno. Abbiamo curato la preghiera comunitaria, la formazione quotidiana ed il servizio normale nei reparti e servizi ospedalieri. Alla fine di Settembre abbiamo fatto il nuovo programma pastorale 2012. In 15 abbiamo lavorato un giorno intero con non poca fatica. Poi siamo partiti con la Pastorale Sanitaria diocesana. 2. L’ottobre missionario ci ha visti impegnati a pregare, a formarci ed a servire in comunione con le indicazioni di “ missio”. Un mese pienissimo. Ogni domenica abbiamo accolto sacerdoti diversi che hanno presieduto l’Eucarestia alle ore 9,30 e poi abbiamo condiviso il pranzo. Abbiamo quasi sempre raggiunto il numero di 15 ma i grandi assenti sono stati gli operatori sanitari. Abbiamo ricevuto rifiuti su rifiuti: tutti e sempre occupati, occupati, occupati. Io però continuo a non darmi per vinto. I volontari che hanno preparato i pasti sono stati formidabili ed il dialogo è stato davvero fraterno e molto costruttivo. Ci siamo preparati alla giornata missionaria mondiale e l’abbiamo vissuta molto bene. Ci siamo preparati alla celebrazione del 25° anniversario dell’incontro di Assisi per la pace. Sabato 22 siamo andati con le macchine ad Assisi. Eravamo 27 pellegrini. Giornata splendida. Domenica prossima chiuderà il mese di Ottobre Mons. Padre Luca Brandolini che alle 9,30 presiederà l’Eucarestia e poi ci regalerà una catechesi in linea con l’impegno pastorale della Diocesi di Roma: “ I SACRAMENTI DELL’INIZIAZIONE CRISTIANA FONDAMENTO DEI SACRAMENTI DI GUARIGIONE “ . Tutti noi aspettiamo con ansia questo incontro. L’Azienda ASL RMB e l’Ospedale vivono il dramma della difficile situazione economica ma, credo, che tutti sentano il bisogno di “ ARIA PULITA”, aria di libertà dall’ossessionante e asfissiante presenza dei partiti. La scontentezza è generale ma ormai tutti senza quest’aria mefitica, non sappiamo più vivere!!! Io non dispero … prego e lavoro … con i volontari preghiamo e lavoriamo… con fatica certo, perché ci siamo fatti grandi e siamo davvero pochi. Questo tipo di presenza innovativa da parte della Cappellania e di questo volontariato cristiano fa paura e tiene lontani tanti specialmente giovani. Tanti cristiani preferiscono volontariati anche laici ma che chiedono solo poche ore alla settimana e non stanno con il fiato sul collo … Tanti parroci non hanno ancora scoperto che la nascita di volontari nella propria comunità è un segno di maturità da parte della comunità e quindi  non aiutano i parrocchiani a fare anche questa scelta. Anche per questo io prego e mi adopero. Grazie alle parrocchie che da anni hanno accolto ed incoraggiato il volontariato esplicitamente cristiano. Termino. Troppe cose dovevo raccontarti … ne ho dette solo alcune. Mi fai sapere qualcosa di te, della tua famiglia, della tua comunità, gruppo o associazione? Ti allego il quadrifoglio di Novembre. Restiamo uniti nella preghiera e nell’impegno sociale ed ecclesiale da veri “ Samaritani! Buon lavoro. Padre Carmelo

Foglio d'informazione della Cappellania dell'Ospedale Pertini
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Testimonianza di d. Andrea Cola su "Il Tempo" del 04/01/2011

È viceparroco nella parrocchia di San Giuda Taddeo. Come è maturata la sua vocazione? «Avevo il desiderio di diventare sacerdote già quando frequentavo la seconda media. L'ho scoperto in maniera naturale, frequentando la parrocchia di Santa Bernadette a Colli Aniene. Lì servivo la Messa come chierichetto, e già da allora avevo notato che il mio cuore era felice di servire sull'altare, provavo una grande gioia. Durante l'adolescenza, ho messo quest'idea da parte. È successo anche perché molti mi prendevano in giro, mi gridavano: "Prete!" quando passeggiavo per le strade del mio quartiere. Così per un po' ho messo la mia vocazione tra parentesi. Ma non è stata una parentesi lunga: frequentando la parrocchia ho scoperto che questa era la mia gioia, che il Signore mi faceva stare bene. Per questo ho deciso subito di entrare in seminario». Cosa significa essere sacerdote oggi, in un periodo di crisi delle vocazioni? «Essere sacerdote è avere la possibilità di dare un messaggio di speranza alle persone che soffrono, e allo stesso tempo accompagnare le persone nelle loro gioie. Spesso le persone sono come ripiegate su loro stesse, in cerca di un significato. Il senso del mio essere sacerdote è cercare di offrire loro un significato, ma anche un sollievo, con la mia gioia di vivere». Da giovane a contatto con i giovani, ne ha visti di giovani in crisi che cercano di comprendere la loro vocazione? «Non mi viene in mente nessun esempio in particolare. Però una cosa la respiro: i nostri giovani hanno paura che il Signore possa togliere loro qualcosa. È come se sentissero che rispondere sì a Dio in maniera totale significa rimetterci. Non è vero. Io ho ricevuto davvero cento volte tanto - come dice il Vangelo - in persone, amicizie, fraternità sacerdotale». Allora perché c'è questa paura di diventare sacerdoti? «Secondo me, perché si ha paura che le sfide del sacerdozio siano troppo grandi. Si pensa, ad esempio, che il celibato sia una cosa impossibile da vivere. Ma se uno sperimenta la possibilità di donare il proprio cuore e la propria persona a chiunque si incontra davanti, si rende conto che questo ti dà la gioia di cui si ha bisogno».

Adorazione Eucaristica per i sacerdoti di Roma nella diocesi di Salta grazie a d. Alessandro De Rossi, fidei donum

Nella mia missione in Salta, Argentina, sono poco piu' di due mesi che ho cominciato a fare l'Adorazione eucaristica. La gente delle missione non era proprio abituata a pregare, meno che mai di fronte al Santissimo. Cosi' ho cominciato a promuovere la preghiera, qualche volta nel silenzio, con una musica di sottofondo (canti gregoriani!) e un foglio di riflessione personale; altre volte l'Adorazione guidata, con canti, riflessioni e preghiere ad alta voce. E la gente piano piano si sta avvicinando e sta apprezzando tantissimo questa forma di preghiera cosi' intima con il Signore. Ne sentivo gia' da tanto il bisogno, non solo per il mio rapporto personale con Cristo, ma per la crescita stessa della comunita'. Perche' tutti si rendano conto che per quante cose possiamo fare per il bene dei poveri, dei ragazzi di strada, delle famiglie distrutte, davvero se non c'e' dietro l'aiuto del Signore "invano faticano i lavoratori".
Cosi' pensavo quanto e' importante tornare di fronte a Gesu' Eucaristia. Anche le letture della domenica passata, il grido di dolore di Abacuc, come il nostro sentirci "semplici servitori" (questa e' la traduzione in spagnolo), mi hanno dato ancora piu' spinta per rimettermi a pregare sul serio. Noi stiamo lavorando per il Signore, e allora c'e' veramente bisogno che torniamo a chiedergli aiuto sul serio, soprattutto per noi sacerdoti, che non stiamo passando un periodo facile, ma tutto quello che gira intorno a noi ci riempie di dubbi e di amarezze che appesantiscono la nostra vita gia' non facile. Allora chiediamo a Gesu' eucaristia che rimetta un po a posto la sua Chiesa e ci faccia capire che dobbiamo fare.
Sarebbe bello e utile, allora, pregare sul serio per la Chiesa, per i nostri superiori, per i sacerdoti in crisi, per le vocazioni pure in crisi.

Tanti di voi sicuramente gia' lo fanno, altri sicuro ci hanno gia' pensato, ma visto che siamo tanti, in tante parti d'Italia come del mondo, potremmo quasi fare una catena continua di preghiera di fronte al Santissimo. Facciamola sul serio, con le nostre comunita', che preghino per il loro sacerdoti, che ne abbiamo veramente bisogno.

Il mio servizio per i preti in crisi, del diac. Ermes Luparia

Avvenire 26-05-2010.pdf
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Il pellegrinagio dei giovani sacerdoti a Bolsena l'11 Maggio 2010, di d. Andrea Cola

Lo scorso 10 Maggio, noi sacerdoti giovani di Roma, abbiamo avuto la gioia di partecipare ad una gita-pellegrinaggio presso la città di Bolsena, famosa per il Miracolo Eucaristico: un sacerdote incredulo nei confronti dell’Eucaristia viene mandato a Roma dal suo confessore per implorare la grazia della fede e, durante una sosta nel suo cammino, si ferma sulle rive del lago di Bolsena e celebra la santa Messa sui resti di santa Cristina,  giovane martire e patrona della Città. Al momento dell’elevazione dell’ostia consacrata il sacerdote si accorge del miracolo: l’Ostia divenne un pezzo di carne sanguinante tanto da macchiare la pietra dell’altare sul quale celebrava. Tale pietra è ancora oggi visibile nella basilica della città.
L’ufficio della formazione permanente del clero di Roma ha ben pensato che la visita alla città di Bolsena potesse sposarsi perfettamente con il tema indicato dal Papa per quest’anno pastorale: anno dedicato ai sacerdoti, i quali hanno come centro e culmine della loro giornata la celebrazione dell’Eucaristia.
La gita si è svolta in un clima gioioso ed è stata un’occasione di fraternità autentica tra noi preti romani che spesso non abbiamo molto tempo da trascorrere insieme. In mattinata, appena arrivati, abbiamo avuto un incontro franco col il cardinal Vicario Agostino Vallini il quale, tra i preti giovani, mostra e cerca di trasmettere tutto il suo entusiasmo e amore per il Signore e verso la nostra cara diocesi di Roma. Con Lui abbiamo parlato di diverse problematiche che ci stanno a cuore e che riteniamo più importanti. Dopo l’incontro, abbiamo pranzato e avuto l’occasione di passeggiare un po’ sulle rive del lago, dopodiché ci siamo recati a visitare la basilica di santa Cristina, dove avvenne il miracolo e dove abbiamo celebrato la santa Messa. Successivamente siamo ripartiti per Roma.
Ringrazio prima di tutto sua Eminenza il Cardinale, perché è stato tra noi come un prete tra i preti e questo ci ha permesso di sentirlo davvero come nostro pastore. Poi ringrazio don Luciano Pascucci e tutta l’equipe di formazione permanente del Clero che ha permesso il realizzarsi di questa gita. Noi giovani sacerdoti abbiamo bisogno di giornate come questa!

Le foto della giornata

Esperienza di fraternità sacerdotale a Roma, di d. Ruggero Ramella

Fin dai primi anni di seminario ho avuto nel cuore e nella mente la fraternità sacerdotale, mutuata da una felice esperienza pre-seminariale presso una comunità sacerdotale del Movimento dei Focolari: erano una novantina di sacerdoti provenienti da tutte le parti del mondo, c’era anche... leggi tutto

Testimonianza di d. Paolo Boumis, fidei donum in Brasile

Fin dai primi anni di seminario ho avuto nel cuore e nella mente la fraternità sacerdotale, mutuata da una felice esperienza pre-seminariale presso una comunità sacerdotale del Movimento dei Focolari: erano una novantina di sacerdoti provenienti da tutte le parti del mondo, c’era anche... leggi tutto

Carissimi amici,  sono Don Paolo Boumis, sacerdote Fidei Donum della nostra amata diocesi di Roma, in servizio dal 2008 nella Diocesi di Viana-Maranhão, in Brasile. Volevo solo dare qualche notizia di me e del mio lavoro, per chiedere preghiere e assicurare le mie per tutti voi, amici e fratelli nel sacerdozio. Qui la vita precede, con ritmi un po´strani, alle volte frenetica e impossibile, alle volte cosí lenta da dare il mal di testa. Il clima è caldissimo e piovoso, in questa stagione. Da due mesi sono rettore del Seminario di due diocesi, Bacabal e Viana,affrontando ogni giorno la sfida di fare di questi 18 ragazzi un gruppo affiatato, che sappia crescere e lavorare insieme, che si appassioni al Signore, alle sue esigenze e che scopra ogni giorno la bellezza della vocazione al sacerdozio. Mi rendo conto di essere inadeguato, o almeno inesperto in questo nuovo ruolo, ma sto imparando, grazie a qualche errore, alle parole dei ragazzi e ai consigli dei colleghi piú esperti. La salute va bene anche se sono molto, molto stanco, e l'umore è sereno anche se si lotta. Il problema un  po' complesso, perché questi giovani hanno tante idee belle in testa, e sono molto generosi, ma... so' ragazzi, e ci vuole tanta pazienza. Ma credo di iniziare a conoscerli e quindi a costruire una bella amicizia che permetterà, con l'andare del tempo, di crescere e di dare frutti buoni.>> E' un lavoro lungo, nascosto, e alle volte difficile, ma loro hanno abbastanza fiducia in me, e questo mi tranquillizza.>> Ho ricominciato a dare lezioni di teologia ai seminaristi di tutto il Maranhão e continuo, con un po' di sonno, a frequentare il corso di Ingegneria ambientale (compito affidatomi dal vescovo per le complesse problematiche socio-ambientali del nostro mondo pre-amazzonico)>>. Dormo meno di quello che vorrei, lotto contro i mille problemi di questo Maranhão benedetto, che é il paese peggio organizzato dell'universo, ma sono sereno. Ci vuole tanto tempo per capire le cose,e sto sforzandomi di farlo.>> Dio mi vuole un bene infinito, e me lo fa capire da tante cose, ma io sono cosí asino che non me ne rendo conto, ma anche qui sto migliorando. Insomma.... sono qui e basta. Ed è qui e con questa gente (dimenticavo: la domenica faccio il viceparroco aggionto di 4 comunitá bellissime con cui ho celebrato la Pasqua), che si svolge questo pezzodi vita.>> Siamo in attesa del nuovo Vescovo di Viana (il nostro ha presentato le dimissioni per motivi d'etá) e quindi tutti siamo in fermento.>> Il nostro Brasile sta diventando sempre piú industrializzato, ma sempre piú contraddittorio. Abbiamo scoperto un immenso giacimento di petrolio, ma solo la settimana scorsa. A Pedro do Rosario (la parrocchia in cui collaboro ancora, anche se ora sono dislocato nella capitale), è morta una bambina di un anno, di fame, dopo 9, dico nove, giorni di ospedale, senza che nessuno facesse nulla per salvarla...>> Dobbiamo amare molto questa gente, perché vi assicuro che alle volte cascano le braccia e il cuore si riempie di dolore nel vedere l'indolenza mortale, il disinteresse e la schiavitú ancora viva che genera violenza, morte e tanta corruzione. Ma questa è la missione. E la mia è insegnare ai futuri preti come si fa a trasformare questo inferno in un abbozzo di primavera di paradiso. Pregate per me, che ci possa riuscire. Io almeno ci sto provando. Dio Vi benedica sempre.
                                                                     Don Paolo Boumis

I sacerdoti di Roma in pellegrinaggio ad Ars

Sono stati due giorni molto intensi e molto belli quelli vissuti il 14 e 15 Aprile scorso dai 270 sacerdoti della diocesi di Roma in pellegrinaggio ad Ars con il Cardinale VIcario e i Vescovi ausiliari.

A circa due mesi dalla conclusione dell'anno sacerdotale, voluto dal nostro Vescovo, il Papa Benedetto XVI, questo pellegrinaggio è stata una grande occasione di crescita per il nostro presbiterio, sia a livello spirituale che a livello di comunione. Una comunione sacerdotale molto ricca anche per la presenza di sacerdoti i più diversi: diocesani e religiosi, giovani e anziani, stranieri in servizio nella nostra diocesi, cappellani universitari e ospedalieri, rettori di chiese, educatori del seminario, tanti dei sacerdoti che svolgono il loro servizio in Vicariato e, soprattutto, più di 60 parroci.

La prima giornata si è svolta tra Lione ed Ars. Nella cattedrale primaziale di S. Jean Baptiste et S. Etienne, dopo il canto del Veni Creator, c'è stato il saluto e la riflessione di P. B. Badaud sul tema della comunione ecclesiale in S. Ireneo di Lione. In particolare ci ha mostrato come S. Ireneo sottolinei molto il legame con la chiesa di Roma, che così ha affermato: "Con questa Chiesa di Roma, in ragione della sua origine più eccellente, deve necessariamente essere d'accordo ogni chiesa".

Nel pomeriggio abbiamo vissuto ad Ars un momento sacerdotale molto forte. L'Abbe Philippe, attuale parroco di Ars, ci ha introdotto a questo momento mostrandoci i tratti fondamentali della spiritualità del Santo Curato: l'umiltà di cuore, la preghiera come amicizia con Dio, il "martirio" del Sacramento della penitenza, l'Eucaristia e il suo cuore di Pastore pieno di carità. Il Cardinal VIcario, Agostino Vallini, nell'omelia della concelebrazione ci ha fortemente stimolato a dare un nuovo impulso alla nostra vita sacerdotale. Tra l'altro ha detto: "Essere sacerdoti vuol dire essere santi per salvare così molte anime". Ha concluso poi invitandoci a pregare S. Giovanni M. Vianney sia per la nostra santificazione e dei nostri confratelli, sia per le vocazioni sacerdotali.

La seconda giornata l'abbiamo trascorsa a Paray-le-Monial, a sud della Borgogna, la città del Sacro Cuore, come l'ha definita il rettore del Santuario. Qui S. Margherita M. Alocque, guidata da S. Claudio de la Colombiere, di fronte al giansenismo che intendeva la religione in maniera molto rigida, con la devozione del Sacro Cuore, ripropone la verità evangelica che la religione cristiana è la religione dell'amore e che l'avvenire del mondo sta nella misericordia.

Questo tema è stato ripreso dal Cardinale Vicario nell'omelia della concelebrazione, che si è tenuta nella Basilica del Sacro Cuore, un capolavoro del romanico del XII secolo. Noi sacerdoti siamo oggetto di una particolare misericordia da parte di Dio, per questo la misericordia deve stare al centro del nostro ministero.

In questi giorni -ha detto il Cardinale- "da più parti è stata messa in dubbio la nostra onorabilità di sacerdoti. La nostra vera risposta è quella di mostrare in maniera silenziosa che siamo uomini dal cuore grande, ad imitazione del cuore di Cristo".

In questi due giorni abbiamo vissuto un'esperienza di presbiterio molto bella, tanto che la maggioranza dei presenti ha manifestato il desiderio di poterne in futuro riviverne altre.

d. Luciano Pascucci